In prima linea per l'Efficienza Energetica
Sonepar e Schneider in prima linea per l’efficienza energetica
Che la gestione efficace dell’energia sia diventata una priorità per la maggior parte delle persone è ormai un dato di fatto.
Il consumo mondiale di energia è aumentato del 45% dal 1980 e si prevede che aumenti di oltre il 70% entro il 2030.
Per questo si sta oggi sviluppando una strategia energetica duratura che permetta di ottenere prestazioni crescenti pur rispettando l'ambiente. Per salvare il pianeta e sfruttare al massimo l'energia disponibile.
Sebbene ognuno di noi possa contribuire a questo scopo spegnendo le luci o abbassando il riscaldamento, le emissioni di CO2 si riducono solo in minima parte in quanto oltre la metà del consumo energetico mondiale è legato all'industria e agli edifici.
Proprio per questo sono sempre di più le soluzioni specifiche per fare efficienza energetica nel building e in ambito industriale. In gran parte delle installazioni esistenti, infatti, con le offerte e le tecnologie disponibili si può ipotizzare un risparmio energetico fino al 30%.
Al centro della nostra strategia vi è un'idea semplice ed efficace: utilizzare le risorse naturali in modo molto più efficiente e produttivo per salvaguardare l'ambiente.
Tuttavia la comprensione del reale significato di efficienza energetica e di come implementare le iniziative di risparmio energetico restano ancora frammentati. Una delle strategie adottate dai principali operatori definisce due modalità di approccio all’Efficienza Energetica: Efficienza Energetica Passiva (Passive Energy Efficiency) e Efficienza Energetica Attiva (Active Energy Efficiency).
Per molti il concetto di controllo dei consumi energetici ruota intorno alla considerazione dei fattori termici dell’edificio, con interventi quali l’isolamento, la posa di doppi vetri e altre misure contro la perdita e la dispersione di calore. Per altri la parola chiave è invece l’illuminazione, benché si limitino spesso all’installazione di sistemi a basso consumo.
Per chi presenta bisogni importanti in termini di riscaldamento la soluzione consiste nella scelta di caldaie efficienti.
Tutti questi atteggiamenti sono da considerare lodevoli e necessari, ma si tratta solamente di contromisure passive che apportano una riduzione delle perdite di energia invece che intervenire sull’effettivo risparmio dell’energia consumata.
L’Efficienza Energetica Attiva (Active Energy Efficiency) si ottiene non solo installando dispositivi e strumenti a basso impatto energetico, ma anche con un controllo degli stessi, che permetta di ottimizzare il consumo energetico. L’aspetto di controllo e monitoraggio è fondamentale per ottenere il massimo livello di efficienza energetica. Per capire meglio quello che intendiamo dire immaginiamo una lampada a basso consumo lasciata accesa in una stanza vuota. Otterremo semplicemente un minor consumo di energia rispetto a quello che si avrebbe con una lampada normale. Si parlerebbe di reale risparmio se si gestissero attivamente solo quando serve l’accensione e lo spegnimento della lampada tramite apparecchiature specifiche (quali per esempio temporizzatori, crepuscolari, rilevatori di movimento o presenza, ecc.)
E’ facile comprendere come interventi di automazione e monitoraggio degli impianti che permettano di misurare, controllare e analizzare l’utilizzo dell’energia, offrano risultati reali nel tempo. Inoltre, se confrontati ai costi (e alle capacità tecniche necessarie ad evitare rischi) legati all’installazione di soluzioni termiche, il controllo e la gestione dell’energia possono essere implementati ad un costo relativamente modesto e con un ritorno molto rapido. Questo perchè la maggior parte delle soluzioni di controllo energia possono essere ammortizzate in pochissimi anni, dati i costi sempre crescenti dell’energia.
Un ulteriore fattore molto importante che deve portare ad un piano di Active Energy Efficiency è l’assoluta necessità, d’ora in avanti, di realizzare gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto: nel settore dell’edilizia ad esempio è dato di fatto che, se oltre che sugli edifici di nuova costruzione, non si interverrà energeticamente anche su quelli già esistenti, sarà sicuramente impossibile raggiungere gli obiettivi entro il 2020.
La riduzione delle emissioni di gas serra è l’obiettivo globale stabilito dalla Conferenza mondiale di Kyoto nel 1997 e ratificato da 169 Paesi nel Dicembre 2006.
Con il Protocollo di Kyoto i Paesi industrializzati si sono impegnati a ridurre, per il periodo 2008-2012, il totale delle loro emissioni di gas ad effetto serra almeno del 5.2% rispetto ai livelli del 1990. L’Unione Europea ha ratificato il Protocollo nel 2002 e si è impegnata a ridurre le proprie emissioni di gas effetto serra dell’8% con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020.
La domanda crescente di energia, l’inquinamento del pianeta e il riscaldamento derivante dalla produzione e dall’uso della stessa energia impongono a tutti di affrontare la sfida energetica perché non si può fermare la crescita del fabbisogno di energia della popolazione mondiale, ma si può cambiare il modo di utilizzarla.
Schneider Electric ha accettato la sfida intervenendo su tutti i siti produttivi esistenti e affrontando una riduzione del 10% dei consumi con un anno di anticipo rispetto agli obiettivi. Il nuovo obiettivo di una riduzione ulteriore del 10% entro il 2011 conferma poi questi sforzi. Grazie alla sua esperienza e competenza Schneider Electric, con i suoi prodotti e le soluzioni di efficienza energetica per industrie, infrastrutture, terziario, residenziale e data center può consentire di ridurre fino al 30% i consumi di energia elettrica.
Sonepar da parte sua, oltre a potenziare la storica partnership con Schneider Electric, commercializzando anche i prodotti “Energy Efficiency”, offre una gamma completa di soluzioni e prodotti ad hoc per i sistemi più avanzati di energie rinnovabili (fotovoltaico, microeolico etc…).
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